lunedì, gennaio 05, 2009
I LICEALI INDIGNATI NEL VUOTO DEL SENATO
 
 
immagineLeggo su La Stampa di sabato 3 gennaio la cronaca di una visita al senato effettuata da una classe quinta del liceo Scientifico «XXV Aprile» di Pontedera
L’ordine del giorno prevedeva la conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 9 ottobre 2008, n. 155, recante misure urgenti per garantire la stabilità del sistema creditizio e la continuità nell’erogazione del credito alle imprese e ai consumatori, nell’attuale situazione di crisi dei mercati finanziari internazionali. Visto il tema molto attuale, era stato spiegato ai ragazzi che erano molto fortunati, in quanto avrebbero assistito ad un’importante, se non accesa, discussione parlamentare.
Intimoriti e molto emozionati i giovani erano entrati a Palazzo Madama pronti per imparare una delle lezioni più importanti della loro vita.
Il presidente del Senato stava già introducendo la relazione del disegno di legge quando, con stupore, i ragazzi osservavano che decine di posti erano vuoti, le tribune a sbalzo erano pressoché deserte e nessuno dei pochi signori presenti stava ascoltando il Presidente. Alcuni commessi li avevano però rassicurati, spiegando che ogni senatore conosceva già il disegno di legge e la lettura da parte del Presidente era pura formalità. La situazione, e soprattutto il grado di attenzione, sarebbero sicuramente cambiati da lì a poco.
Con il passare dei minuti, la situazione però non solo non cambiava, ma degenerava: i senatori parlavano fra loro ed al cellulare con estrema naturalezza, generando un fastidiosissimo brusio di sottofondo, ma il Presidente neppure tentava di richiamarli all’ordine. Ai più sfrontati con il cellulare alla mano, si contrapponevano i senatori più pacati: non conversavano, non interagivano, ma sfogliavano semplicemente le pagine dei quotidiani o dei giornali di gossip. C’erano poi coloro che usavano con naturalezza il computer, aperto in bella vista davanti ai loro scanni. Dalla tribunetta, esterrefatti, i ragazzi scrutavamo tutto e tutti. La situazione stava per toccare il fondo: alcuni senatori cominciavano a esporre i loro le loro opinioni riguardo il decreto-legge, ma il brusio non si placava e non si capiva nulla.
Molti di loro, concluso il discorso, prendevano la ventiquattr’ore e se andavano, senza nemmeno ascoltare la risposta degli altri parlamentari. Altri continuavano insistentemente a conversare tra loro, interrompendosi per applaudire gli esponenti del proprio schieramento al termine dei loro discorsi, senza nemmeno aver ascoltato una virgola delle arringhe. Molti altri entravano ed uscivano, leggevano e scrivevano, guardavano i ragazzi e sorridevano.
Lo stupore provato fino a quel momento si trasformava per quei venti ragazzi in profonda delusione e vergogna. Capitava ancora, per caso, di ascoltare alcune frasi frammentarie, ma ben comprensibili, di un senatore che, salito sulla tribunetta, stava rispondendo alle domande di altri signori scandalizzati quanto i ragazzi «E’ normale, è anni che è così», ripeteva tale signore alle loro domande riguardo l’assenteismo. «L’Italia ormai è un Paese che non può più essere riformato», sosteneva. «I senatori si presentano solo per le votazioni più importanti; il titolo ormai è acquisito», rimarcava.
 
Tutte quelle belle aspettative di cui gli studenti erano pieni la mattina sfumavano completamente in quella mezz’ora. Mille domande si affollavano nelle loro menti:
 
“Come si può governare bene un Paese senza sedersi quasi mai in quelle tribune? Come si possono risolvere i problemi dello Stato senza dar loro attenzione? Come si possono trovare compromessi senza ascoltare le opinioni altrui? Come si può aiutare un Paese che sta soffrendo, che ha molte lacune da sanare, che ha gravi problemi da affrontare, se si hanno radicate nella mente le convinzioni di quel senatore?"
 
Nei giorni successivi i ragazzi avevano continuato a parlarne in classe mentre i loro insegnanti si sentivano quasi in dovere di scusarsi per aver proposto quell’esperienza. Avevano avuto due intenti: coltivare e cementare il senso civico dei ragazzi e il loro interesse per la politica e formare la fiducia nelle istituzioni. Cos’avevano invece appreso quegli studenti, vedendolo con i loro occhi? L’ assenteismo, il disinteresse, la falsità della politica italiana,
 
I ragazzi hanno infine scritto una lettera al Presidente della Repubblica , mandandone una copia alla Stampa. Al termine della loro cronaca, che io ho riassunto per questioni di lunghezza, ecco la loro conclusione:
“In veste di garante della Costituzione e rappresentante dell’unità non le poniamo alcuna richiesta, né le formuliamo alcun appello, ma la ringraziamo soltanto di aver speso un po’ del suo tempo nel leggere questa lettera. In veste di cittadino italiano invece le chiediamo di far tesoro del pensiero, per non dire dello sdegno, di venti studenti, fieri cittadini italiani esattamente come Lei.”
Credo che questa lettera si commenti da sola.
Non è forse con l’esempio che si dovrebbero educare i giovani per formare la loro coscienza, politica, civile e morale? Destra, Sinistra, Centro….è inutile stare a prendercela tanto. Una volta conquistata la “famosa seggiola” tutti si adeguano alle abitudini generali. E a noi restano le speranze…
Felice 2009!
creato da: KatherineM alle ore 00:32
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Commenti
#1   05 Gennaio 2009 - 07:34
 
se solo venissero ridotti gli stipendi dei parlamentari adeguandoli, diciamo così, a quelli dei comuni "mortali" o, meglio ancora, venissero corrisposti in base alle ore di presenza effettiva in aula secondo me le cose cambierebbero dall'oggi al domani!
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#2   05 Gennaio 2009 - 10:04
 
Alla faccia del senso di responsabilità che i nostri rapresentanti dovrebbero avere.
La verità è che la maggior parte di loro è lì semplicemente per lo stipendio e per garantirsi una pensione da favola!!!
Un saluto.
Giò
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#3   05 Gennaio 2009 - 10:45
 
ABREAST:
già...e noi statali veniamo chiamati "fannulloni"...Chi ha il sospetto ha il difetto, si dice, e a ragione! I fannulloni sono per primi quelli al potere. Almeno avessero la decenza, quando sanno di avere visite, di cercare di salvare la faccia! Almeno in quelle occasioni potrebbero cercare di fare bella figura e dare il buon esempio. Come si possono educare i giovani ai valori morali con questi begli esempi?
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#4   05 Gennaio 2009 - 10:48
 
QUELCHERESTADIME:
Benvenuta! Vale per te quanto risposto ad Abreast...credo che bisognerebbe almeno far timbrare il cartellino anche ai ministri, anche se, da quanto si legge, questo non vieterebbe loro di continuare a farsi gli affari propri, infischiandosene di quanto succede in aula...
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#5   05 Gennaio 2009 - 11:59
 
Un atteggiamento vergognoso che purtroppo rispecchia bene il nostro paese, deleterio che giovani se lo siano trovato davanti brutalmente, togliendolgli illusioni e sogni, spero che loro un domani sappiano fare molto ma molto meglio. un bacio Giò/giossi
utente anonimo

#6   05 Gennaio 2009 - 12:39
 
Questa è una situazione che mi ha sempre indignata. Mio fratello è un insegnante universitario e mi raccontava che ci sono molti parlamentari che sono anche insegnanti universitari ma che non si presentano mai alle lezioni!!! Quindi non si presentano in parlamento, non si presentano in università dove hanno la cattedra...benone...proprio incoraggiante.
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#7   05 Gennaio 2009 - 16:21
 
ciao! buon anno!
bella lettera in effetti e situazione molto triste la ns ... di un paese che affondo e manco se ne accorge...
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#8   05 Gennaio 2009 - 19:36
 
Il problema è politico: il parlamento è stato svuotato di tutto il suo potere. I giochi si fanno nelle segreterie dei partiti e quello che hanno vissuto gli studenti ne è la dimostrazione più eclatante
E' scandaloso, Kate hai ragione.
E poi dovremmo insegnare ai ragazzi l'educazione civica
Elisa
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#9   05 Gennaio 2009 - 21:48
 
Ci sarebbe da augurarsi che sia stato così solo perchè in concomitanza con le vacanze. Ma, se ho ben capito, è la prassi comune. Incredibile!
Ciao. Buona festa della befana.
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#10   05 Gennaio 2009 - 22:33
 
GIOSSI; FIOROB;MADKAINE;SPORTELLOUTENTI; CENSORINA:
Grazie per la vostra presenza e i vostri commenti. Purtroppo c'è poco da aggiungere, visto che i fatti parlano da soli. Anche la nostra dirigente da tempo sta progettando una visita del genere da effettuarsi con una classe terza, anche perchè ora avremmo degli "appigli" importanti per poter accedere, visto che proprio un nostro concittadino è senatore a Roma. Se le cose stanno così, credo però che sarà meglio rifletterci un po' su prima di portare altri ragazzi a ricevere delusioni.
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#11   06 Gennaio 2009 - 15:51
 
è così la nostra società, non capisco perché educare i figli con così tanti valori così poi avranno cocenti delusioni quando si accorgeranno che il mondo là fuori di casa o dalle aule scolastiche dove studiano educazione civica è ovunque basato su altre "regole". Oddio, trasmetterò ugualmente loro i miei valori, ma quante delusioni proveranno. ciao.
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#12   06 Gennaio 2009 - 21:19
 
AMOLEAPI:
già, delusi loro e doppiamente delusi noi, che li abbiamo allevati con dei valori che stanno diventando sempre più utopia.Ma noi che li abbiamo non possiamo fare a meno di trasmetterli, che ci vuoi fare....
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#13   07 Gennaio 2009 - 18:34
 
Immagino la delusione dei ragazzi. Ma mi viene spontaneo dire: " Ma in che mani siamo? " Ciao
Mariella
utente anonimo

Commenti
commenti (13)
categoria:cronaca