CHE LO SPETTACOLO INIZI!
Ed eccoci arrivati agli ultimi sforzi per lo spettacolo scolastico di fine anno. Non manca più molto: il 18 e il 24 maggio avremo le rappresentazioni ufficiali e l’ 8 giugno porteremo lo spettacolo in concorso, per un confronto tra varie scuole.
Quest’anno abbiamo alcune novità. Tanto per cominciare, la serata del 18 maggio sarà veramente una prima, in quanto nessuno mai, prima d’ora, ha visto questo spettacolo, ne’ ascoltato le nostre musiche.
Si tratta infatti della rappresentazione di una novella per ragazzi dello scrittore Giovanni Arpino, “La fabbrica delle storie”, messa in scena su copione costruito da una nostra collega di disegno, Marina Isu, con musiche originali dell’insegnante di chitarra, nonché “esimio maestro compositore e direttore d’orchestra” Carmelo Lacertosa. Abbiamo anche uno scenografo, il nostro estroso architetto Gianni e poi ci siamo noi, insegnanti di strumento e di educazione musicale, che seguiamo i ragazzi, passo passo, nell’apprendimento delle originali e sconosciute melodie. La mia collega Antonella si occupa della preparazione del coro e a me, come sempre, da quindici anni a questa parte, tocca l’erudizione dei “batteristi”. Rullante, timpani, piastre sonore, wood-block, xilofono, piatto, grancassa, sonagli, triangolo, tamburello, bar chimes…Per fortuna quest’anno non sono più sola, ma ho il collega Bruno che mi aiuta, altrimenti non so proprio come farei ad arrivare alla fine senza sclerare!
Altra novità: con il patrocinio della regione Piemonte, suoneremo in un vero teatro, ( potete vederlo nella foto) e non soltanto nel solito salone polifunzionale, il nostro spettacolo rientrerà nelle manifestazioni organizzate per il cittadino salone annuale del libro per ragazzi e gli spettatori, per poterci applaudire, dovranno pagare un biglietto di ben sette euro!
Insomma…quest’anno il nostro saggio sarà veramente importante e questo, come potete immaginare, comporterà una montagna di prove, con pomeriggi interminabili in compagnia di un centinaio di ragazzi, armati di violini, flauti, chitarre, tastiere, clarinetti e, non dimentichiamo, le mie “amatissime” percussioni, che mi attornieranno, stretta, stretta, percuotendo ritmi su ritmi nelle mie povere orecchie, fino a farmi chiedere, rintronata, al momento di tornare a casa: “Chi sono, dove sono, dove sto andando?”
Anche il look dovrà essere particolarmente curato; “l’esimio maestro” è stato chiaro: “Niente jeans, niente scarpe da ginnastica! Pantaloni scuri, scarpe eleganti e camicia bianca!”
I ragazzi mugugnano, soprattutto per le scarpe. I maschi non ne vogliono sapere di calzare scarpe che non siano da ginnastica e le ragazze…eh! Le ragazze di oggi non hanno più i piedini da fata di una volta! Le ragazze di oggi hanno il 43, 44 di piede, e le scarpe femminili non le trovano. Una madre è venuta a parlarmi preoccupata: “Lo dica lei al maestro, che mia figlia ha il 44 di piede! Dovrei farle fare le scarpe su misura, ma costano troppo e mi sembra eccessivo, visto che le calzerà solo due volte! Metta una parola buona!”
E così mi è toccato intercedere presso l’esimio sulla questione "piedoni da fatona"….
Ieri abbiamo avuto tre ore di prove, come al solito….Tutto sommato sono andate abbastanza bene, ma non sono mancate le solite arrabbiature. Tanto per cominciare, faceva un caldo terribile e si sprigionavano anche strani odori…abbiamo aperto tutte le finestre, ma la corrente ci ha gelato i sudori addosso e abbiamo dovuto richiuderne alcune, pena ritrovarci tutti quanti, tra qualche giorno, piegati in due dal colpo della strega. Grondando e fumando siamo andati avanti, mentre Edo riempiva il wood-block di gesso, colorandoci tutti quanti, ai primi “percuotimenti”; Emanuele era impegnato a fare il filo alla xilofonista e bisognava sempre dargli una pacca sulla spalla per fargli capire che era arrivato il suo turno; Edo, per motivi di trasporto, è andato via prima e il mio collega-aiutante l’ha dovuto sostituire al rullante, mentre io tenevo il segno per tutti, dando gli attacchi agli altri sei strumenti. Con la mano sinistra indicavo le battute, con la destra tenevo il tempo alla “sonaglista”, con la testa davo altri attacchi, piegandomi a sinistra verso il piatto e a destra verso il triangolo, con la voce ricordavo le note a Emanuele, che si perdeva in continuazione sulle piastre e, allungando le braccia per superare tre ragazzi accanto a me, davo gli attacchi alla quarta ragazzina, che suonava fragorosamente la grancassa. Il maestro tuonava: “PIU’ FORTE, PIU’ FORTE!” E noi giù, botte da orbi….Non vi dico. Se qualcuno mi avesse filmata e mandata su YouTube… chissà che risate!
Ma nessuno ha mai le mani libere, ne’ il tempo per filmare qualcosa…L’esimio maestro non concede tregue.
Arrivata a casa, mi sono fatta due pinces alla cintura dei pantaloni…mi stavano cadendo e il cavallo mi arrivava quasi al ginocchio…E’ cominciato il periodo dello “scioglimento”pre-spettacolo…
E siamo solo all’inizio…
creato da: KatherineM alle ore 22:57
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