mercoledì, luglio 01, 2009
VACANZE!
 buone-vacanze
Stavolta posso proprio dire che la scuola sia finita. Oggi c’è stato il collegio docenti conclusivo e da domani sarò ufficialmente in vacanza. Per finire in bellezza, appena entrata in palestra dove si sarebbe dovuto tenere il collegio, non ho visto una panca che era stata aggiunta dopo l’ultima fila di sedie e ci sono andata a sbattere violentemente contro con una gamba facendomi un bellissimo bozzo. Sono dovuta ricorrere alle cure della bidella e ad un bel pacchetto di ghiaccio che mi sono tenuta sulla gamba per tutte le tre ore della seduta. Grrrrr…..
 
Al termine del collegio c’è stato il rinfresco offerto dai sette pensionati, tra cui la dirigente, che ci lasceranno per una meritata vacanza perenne. Grande abbuffata, baci, abbracci, regali, fiori, ringraziamenti e lacrimucce per tutti. Effettivamente eravamo proprio tristi, perché si trattava di persone con cui eravamo abituati a lavorare e collaborare da anni e sicuramente il prossimo anno si sentirà la loro mancanza. In particolare quella della dirigente che era arrivata da noi solo tre anni fa ma, in questo poco tempo, aveva dato un’impronta molto significativa alla scuola. Nel mio caso specifico poi, benché nella mia carriera abbia avuto modo di conoscere parecchi presidi, una come lei non l’avevo proprio conosciuta. Non siamo mai entrate particolarmente in relazione, ci siamo sempre date rispettosamente del lei, eppure è stata molto attenta ai miei bisogni capendo la difficile situazione che stavo vivendo in famiglia e cercando di farmi un orario che mi permettesse di non lasciare troppo soli i miei genitori. L’anno scorso mi aveva mandata a chiamare in presidenza per “rimproverarmi”del fatto che avessi dichiarato “troppo poche ore” rispetto alla mole di lavoro che avevo effettivamente svolto per le attività di informatica ( “lei è una di quelle persone che deve imparare a farsi pagare per il lavoro che svolge!”) e quest’anno mi ha “d’ufficio” esentata dall’attività di segretaria dei consigli di classe perché “ero già fin troppo impegnata in altri ambiti”. Quando mai si è vista una dirigente così attenta al lavoro dei suoi docenti da preoccuparsi che non lavorino più del necessario? Da controllare personalmente che vengano sempre pagati per il lavoro extra? ( ci eravamo così abituati, in tutti questi anni, a vivere di volontariato, che non ci veniva neanche in mente di chiedere una remunerazione!) Non parliamo poi del fatto che, per ogni riunione, preparava già lei stessa uno schema che bastava semplicemente riempire, fornendoci anche il suo personale computer per farlo. Per gli scrutini ci invitava tutti in presidenza dove aveva cura di far spostare la disposizione dei tavoli in modo che potessimo stare più comodi. Per di più non usciva quasi mai dal suo ufficio dove la si vedeva lavorare costantemente al computer per preparare le circolari, le presentazioni da utilizzare durante le riunioni, le attività per la segreteria. Ci riceveva in qualsiasi momento ( purché fossimo veloci, concisi e venissimo al punto senza troppi giri di parole perché “non aveva tempo da perdere”…) e lo stesso faceva con la lunghissima fila di genitori che sempre stazionavano davanti alla sua porta con le più svariate richieste. Non parliamo poi degli alunni, di cui conosceva personalmente problemi e bisogni, benché nella nostra scuola ci fossero ben 34 classi!
Efficiente, competente, laboriosa, disponibile, sensibile, attenta, giusta... Insomma, la dirigente ideale ma, come tutte le cose belle, destinata a non durare. E stamattina eccoci tutti lì a piangere come fontane tra un panino e un pasticcino! Un grande grazie, dal profondo del cuore!
Un altro anno è passato…e non soltanto un anno scolastico, perché oggi è stato anche il mio compleanno. Su facebook alunni ed ex alunni mi hanno lasciato decine di auguri e proprio la più ribelle, la più inaspettata, la meno scolarizzata, ha notato che questo sarà il primo compleanno senza il mio papà e mi ha augurato di poterlo trascorrere serenamente lo stesso. Ha terminato il messaggio con un "TVB".
Beh…sono queste le cose per cui vale la pena di battersi e strapazzarsi tutto l’anno!
Ma ora vi lascio, perché è ora che vada nuovamente a mettere un po’ di ghiaccio sulla gamba che si è scontrata con la panca….
creato da: KatherineM alle ore 00:22

giovedì, giugno 25, 2009
ECCOMI!
Non sono scomparsa! Semplicemente non riesco più a trovare un attimo libero da dedicare al mondo blog. E’ da un bel po’ di tempo infatti che non vengo a leggere le vostre pagine e non riesco nemmeno a scrivere sulle mie, ma cercherò di rimediare, ve lo prometto!
Il fatto è che la scuola per me non è ancora finita, anzi, sono molto più impegnata di prima, visto che faccio parte della commissione esaminatrice di ben tre classi di terza media e tutti i giorni sono a scuola. Nei pochi giorni che rimangono liberi, come il sabato o la domenica,  continuano le operazioni di tinteggiatura delle pareti domestiche, con spostamento e riposizionamento dei mobili, sostituzione di tende e tendine ( ogni tanto bisogna pur cambiare no ?), verniciatura dei termosifoni e lavori di pulizia vari. Poi non dimentichiamo facebook…Anche lì non sono ancora riuscita a scrivere nulla, ma mi basta collegarmi che ecco spuntare chiamate varie sulla piccola chat annessa al programma. Si tratta, nella maggior parte dei casi, dei miei alunni o degli ex alunni che mi vogliono salutare, chiedere come sarà l’esame, parlarmi del fidanzatino/a del giorno….Insomma, anche se mi costa un po’ di fatica riuscire a scrivere contemporaneamente su quattro o cinque finestre aperte, soprattutto ora che sono parecchio “arrugginita” in questo campo, confesso che non mi dispiace affatto constatare come i ragazzi  si ricordino di me e mi cerchino ancora per dialogare. La mia professione non consiste soltanto nella trasmissione di puri e semplici contenuti, ma è fatta anche di quei rapporti umani tesi a  favorire la crescita personale, perciò ritengo la comunicazione molto importante, soprattutto quando avviene in modo così diretto e penso che questo meriti ben qualche piccolo sacrificio da parte mia.
pagina facebook
Vi lascio, per ora, con un’ultima curiosità che riguarda il referendum dei giorni scorsi.
Pare che nella mia città si sia registrato un vero e proprio plebiscito, con un’affluenza record che è stata la più alta in Italia ( oltre il 55% degli aventi diritto al voto). Se fosse stato raggiunto il quorum a livello nazionale,  in questa piccola città in provincia di Cuneo avrebbe stravinto il sì per tutte e tre le schede ( addirittura l’83%per la scheda verde). Evidentemente è stato onorato il referendum come in nessun altro luogo in Italia. Per la prima volta nella storia della mia città è stato anche eletto un sindaco DONNA. Si prospettano quindi grandi cambiamenti…o almeno si spera!
Alla prossima!
 
creato da: KatherineM alle ore 00:47

domenica, giugno 07, 2009
GIORNI FRENETICI
 
In questi giorni mio marito ed io ci siamo immersi in mille attività. E’ stato un modo per non sentire il vuoto lasciato da mio padre intorno a noi. Tenere la mente occupata, stancarsi fisicamente fino a crollare addormentati appena toccato il letto, ha rappresentato una cura per non pensare, per non farsi prendere dalla malinconia. Lui si è alzato spesso addirittura alle cinque del mattino per innaffiare le aiuole, le piante, i giardino…Si è persino dedicato all’orto, pur non avendolo mai fatto prima, piantando zucchine, pomodori e insalata. Poi, insieme ad un amico un po’ più esperto, ha collaborato a dipingere   le pareti e i soffitti di cucina, bagno e studio e già sta progettando di farlo nuovamente con la cucina dei miei genitori e il nostro soggiorno.
Giardinaggio e pittura gli sono riusciti abbastanza bene, ma l’orto…
DSCN4582
 
studiodipinto
Beh…come ortolano ha ancora piuttosto da imparare, tanto che gli sono morte per ben due volte le piantine di pomodoro, finchè un nostro vicino di casa, preso da compassione, è venuto a piantargliele lui per la terza volta.
pianta.pomodoro.morta)
Io, tornata a scuola, ho scoperto che il tradizionale saggio scolastico che, per la prima volta nella storia, pensavo ormai di aver “saltato”, era stato invece spostato di una decina di giorni causa una malattia improvvisa della dirigente, e così eccomi nuovamente immersa nelle prove e anche nella realizzazione delle slide da proiettare in sala durante lo spettacolo, che avrà luogo martedì nove giugno Ho lavorato per tre sere fino all’una e mezza di notte, cercando le immagini adatte, scrivendo fumetti, inserendo gif animate, incollando testi…Beh…non mi resta che sperare che le mie trenta slide siano apprezzate la sera della prima!
 
Pino, l’amico di mio padre, quello tornato dal Venezuela dopo sessant’anni di lontananza, è venuto nuovamente a farci visita. Questa volta lo abbiamo accompagnato dal nostro vicino, quello che vive nella casa che fu costruita da suo padre circa ottant’anni fa e che lo vide crescere e diventare uomo. Il mio vicino, molto gentilmente, gliel’ha fatta visitare, permettendogli di scoprire tutti i cambiamenti avvenuti in tanti anni. E’ proprio vero che non si riescono mai a dimenticare le proprie radici, i luoghi dell’infanzia, della giovinezza, le persone cui si è voluto bene. Il tempo non cancella mai completamente gli affetti e le sensazioni del passato. I ricordi… Pino, ad esempio,  non riusciva a credere che mio padre negli ultimi tempi fosse diventato tanto fragile, che gli costasse così tanto ogni movimento… Quel giovane che era stato il più agile del quartiere, che inventava spettacoli circensi per divertire gli amici, camminando sulle mani ed esibendosi in salti mortale nel cerchio, che in tempo di guerra, in Libia, era uno dei pochi capaci di arrampicarsi sugli alberi di datteri raccogliendoli per sé e per i compagni, che sapeva inventare mille scherzi, che era sempre allegro, che non stava mai fermo nemmeno un momento. No, non poteva essere così cambiato…
 
E Pino non saprà mai che mio padre, negli ultimi giorni, pur avendolo desiderato tanto in tutti questi anni, sperava proprio di non incontrare più il suo grande amico, perché non voleva fargli vedere la sua debolezza, il dimagrimento, lo sfinimento provocato dalla malattia. Voleva che Pino mantenesse intatta nella mente l’immagine di quel ragazzo pieno di vita, agile come un gatto, il più agile della compagnia…
L’immagine che io ho guardato tante volte in fotografia, fin da piccolina, orgogliosa di quel papà così bello da sembrare un attore del cinema…
nonno soldato1
Credo comunque che Pino, pur arrivato  alla soglia dei novant’anni, abbia ancora imparato una lezione. Qualcosa che mi ha rivelato con gli occhi pieni di pianto e che sicuramente si porterà nel cuore come il più grande rimpianto.
“Perché ho aspettato tutto questo tempo?” Perché ho messo in primo piano il lavoro ( lui, pensate, tiene ancora la contabilità dell’officina che un tempo era sua e che negli ultimi anni ha venduto…), anteponendolo agli affetti, all’amicizia più vera? Ho aspettato,ho pensato alle cose materiali,  e adesso è troppo tardi…”
Credo anch’io di avere imparato molto da questa esperienza… Mai rimandare al domani ciò che è possibile fare oggi. La vita è fatta di attimi e non bisogna lasciarli fuggire…Domani potrebbe essere troppo tardi…
creato da: KatherineM alle ore 00:23

martedì, maggio 26, 2009

INCONTRI....

Finalmente il grande giorno è arrivato. Dopo 60 anni di lontananza, dopo trent’anni dall’ultimo incontro, Pino, il grande amico d’infanzia e di gioventù di mio padre, è tornato in Italia dal Venezuela per ritrovare le sue radici, per riabbracciare amici e parenti mai dimenticati. L’avevamo ritrovato in Internet alcuni anni fa, dopo un silenzio di quasi trent’anni. Era stata una grande gioia per entrambi scoprire di potersi ancora vedere attraverso una webcam, parlarsi davanti ad un pc, sentirsi per telefono e accorgersi che l’amicizia che li aveva legati, nonostante il tempo e la lontananza, non si era mai sopita. Ma questa volta si trattava di un incontro anche fisico, fatto di abbracci, di sguardi, di calorose strette di mano e pacche sulla spalla. Noi figli già ce l’immaginavamo i due vecchietti: “Ti ricordi di quella volta? Rammenti quell’altra? E quando ci siamo incontrati in tempo di guerra, pur se tu in marina ed io in aviazione? Ti ricordi?...." 
Eh sì, l’abbiamo immaginato tante volte questo momento, anche se mio padre continuava a dire sconsolato: “ Non ci rivedremo più Pino ed io, lo sento…”
Caro papà…Hai sempre avuto un sesto senso per certe cose…Persino due mesi fa, quando tuo genero ti aveva parlato di una gita in Sicilia proposta dalla sua ditta:” Non andare, stavolta abbiamo bisogno di te qui”.
In effetti, proprio nel giorno in cui avrebbe dovuto aver luogo la gita, ti abbiamo accompagnato al cimitero….proprio il giorno in cui Pino partiva da Caracas col cuore colmo di gioia al pensiero delle poche ore che vi separavano.
Così domenica Pino è arrivato, trovando ad attenderlo solo una fotografia. Troppo aveva aspettato…per pochi giorni papà non ce l’aveva più fatta. Quelle lacrime che avrebbero dovuto essere di gioia sono diventate lacrime di dolore. Un dolore lacerante, fatto di rimpianto, di commozione, di rimorso per non essere partito prima…
Per me si sommava un dolore ad un altro dolore, ancora troppo fresco per essere interiorizzato.
Poi Pino, accompagnato dal figlio, dalla cognata, da me e mio figlio, ha voluto portare il suo ultimo saluto al cimitero. Qui mi ha fatto un’infinita tenerezza mentre, piangente, raccoglieva alcune foglie dalla corona di fiori e le metteva insieme alla fotografia di mio padre che gli avevo regalato.
Non potevo vederlo soffrire ancora, patire la sua delusione così grande, e mi è venuto in mente che era ancora in vita un terzo amico, un terzo “moschettiere” dei bei tempi andati, anche lui parecchio acciaccato dagli anni ( 89 anche lui), ma vivo. Così, sempre con tutta la banda al seguito, siamo andati a cercarlo. L’abbiamo trovato in casa, con la figlia che metteva i bigodini a sua moglie, ed è tornata la festa. Fragili, traballanti, malati, ma contenti. Poi la cognata di Pino ( un’ottantenne vecchietta smilza piena di vitalità ed energie, una vera forza della natura)ha pensato che avremmo potuto andare a cercare certi altri loro parenti che vivono in una frazione di campagna e siamo andati a scovarli, scoprendo che si trattava dei genitori di certi miei alunni ( molto stupiti di trovarsi improvvisamente la loro prof in casa, insieme a tutta quella strana combriccola)che vivono in una grande cascina. Siamo finiti quindi in una  modernissima stalla per vedere la meccanizzata mungitura, tra mucche e vitellini…Che giornata! Nel frattempo mio marito, che era rimasto “di guardia al forte” a casa con mia madre, non sapendo cosa fare per far passare il tempo ( visto che noi siamo stai in giro per ore) ha preparato per tutti quanti una buonissima cena fredda ( approfittando anche dell’arrosto che avevo cucinato la mattina…)che è stata spazzolata in men che non si dica dalla combriccola affamata.
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Certo, se papà fosse stato con noi sarebbe stata una giornata perfetta, ma spero che da lassù si sia sentito partecipe un po’ anche lui.
Ho messo le sue foto un po’ dappertutto in casa e, quando mi sento triste, lo guardo, con quei suoi occhietti vispi e quel sorriso birichino che aveva sempre, che sembra volermi dire: “Su di morale! Non vedi come sono felice io?” Così mi rassereno e la vita continua…  
 
creato da: KatherineM alle ore 23:59

martedì, maggio 19, 2009

ADDIO, PAPA'.

Il tuo amore profondo, l'attaccamento alla famiglia, la saggezza, il tuo pensare sempre prima di tutto al bene degli altri, la tua  umanità, lo spirito sempre giovane, il  sorriso che non facevi mai mancare a nessuno, vivranno sempre in me e mi faranno da modello per la vita.

Grazie. Ti voglio un bene immenso.

Addio papà! 

creato da: KatherineM alle ore 23:15