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venerdì, maggio 16, 2008 ore 00:16
LATITANZA…
 
Non sono scomparsa e non ho neanche intenzione di abbandonare i miei amici blogger, ma questo è nuovamente un periodaccio, denso di impegni, che mi tiene forzatamente lontana dal computer Spero che mi perdonerete, quindi, se ultimamente sto latitando….si tratta di questione di forza maggiore!
Come sempre, l’ultimo periodo dell’anno scolastico è denso di impegni, comprensivi di riunioni, compilazioni di registri, corsi di aggiornamento da terminare, decisioni varie da prendere e, non dimentichiamo, il famoso saggio finale, fonte di tante pene e nervosismi che, per fortuna, finiscono sempre a tarallucci e vino. Ho ancora in mente tutta la serie di pranzi e cene dell’anno scorso, per celebrare la buona riuscita dello spettacolo!
Oltre poi alle varie attività domestiche e alla cura dei miei genitori, ora ho anche i decoratori che stanno ristrutturando ed imbiancando le pareti esterne della casa. Tra scrostamenti, calcinacci che cadono, trapanature, intonacature, ho un bel trambusto e, soprattutto, mi aspetta un bel lavoro per ripulire “i resti”, quando tutto sarà finito!
E poi non bisogna dimenticare l’aspetto sociale perché, da quando abbiamo i nuovi vicini, con la scusa di vedere come procedono i lavori, finiamo spesso per ritrovarci tutti quanti in giardino a chiacchierare e magari a bere un caffè…Insomma, dobbiamo pur dare un po’ di sostegno morale ed incoraggiamento a quei poveri decoratori che stanno sudando per abbellirci la casa eheheheh!
Un abbraccio a tutti voi e un appuntamento a presto!  

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domenica, maggio 11, 2008 ore 00:51
La finestra sul prato
 

Ieri pomeriggio le nostre  bidelle (due tranquille e paciose signore, mamme di famiglia e persino nonne) stavano lavando tranquillamente i vetri della scuola quando hanno visto, nel prato della villetta di fronte, degli strani movimenti…Qualcosa, o qualcuno, si stava agitando…qualcosa di roseo….incuriosite, hanno osservato con maggiore attenzione, accorgendosi con stupore che si trattava di due persone, completamente nude, impegnate in un amplesso…Le bidelle sono rimaste a bocca aperta, con lo straccio e il vetril in mano, per un attimo paralizzate…La coppietta poco  dopo si è alzata: la donna si è rivestita con tutta calma, mentre l’uomo, alzando gli occhi e vedendo le due signore alla finestra, le ha salutate con la mano, sempre restando rigorosamente nudo. Ha anche dedicato loro un bel sorriso e fatto l’occhietto!
Il professore di chitarra, che transitava in corridoio, vedendo le bidelle paralizzate a bocca aperta, rosse in volto e  con lo straccio in mano, ha chiesto loro se stessero bene e se fosse tutto a posto: “Sì, sì, tutto a posto!” Non hanno osato raccontargli ciò che avevano appena visto.
 
Ahahah! Certo non avrebbero mai immaginato di trovarsi di fronte ad uno spettacolo a luci rosse mentre lavavano i vetri della scuola!
Avrei proprio voluto vedere la loro faccia, soprattutto mentre il giovanotto le salutava in costume adamitico!

Beh…decisamente l’estate sta arrivando,  con i primi caldi e i primi bollori eheheeheh


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lunedì, maggio 05, 2008 ore 23:13
Figli: gioie, dolori e preoccupazioni.
 
Un ragazzo è morto a Verona, massacrato di botte da un gruppo di Naziskin, che ha sfruttato il pretesto di una sigaretta negata per sfogare i suoi bestiali istinti omicidi. Un gruppo di ragazzi “normali”, di buona famiglia…alcuni hanno appena diciannove o vent’anni e vanno ancora a scuola, dove vengono descritti come giovani tranquilli, persino generosi.
Sabato notte, nella centralissima piazza Vittorio a Torino,  due vigili hanno cercato di fare una multa ad un ragazzo che aveva parcheggiato sulla corsia del tram…è scoppiato il putiferio, il ragazzo si è ribellato e tutti i giovani presenti sulla piazza, migliaia, si sono gettati addosso ai vigili lanciando bottiglie, sputi e insulti di ogni genere, tanto da costringere i poveri vigili alla fuga…
Giovani, apparentemente normalissimi, di buona famiglia, eleganti, appena usciti dai locali alla moda, che diventano improvvisamente delle belve umane quando si trovano “nel branco”.
Nella mia piccola cittadina di provincia, fino a qualche tempo fa ancora abbastanza tranquilla, la settimana scorsa c’è stato un accoltellamento tra giovani albanesi proprio nella strada parallela alla mia, e un ragazzo è morto. Nello stesso tempo, un ragazzino di sedici anni, che stava viaggiando tranquillamente sul suo motorino, è stato sorpassato e bloccato da un’auto da cui sono scesi quattro giovani che si sono fatti consegnare il motorino e il cellulare.
A Cuneo, nella piazza principale, qualche tempo fa, un ragazzo intervenuto per difendere una ragazza da un branco di teppisti, è morto con la gola tagliata da una bottiglia….
Ormai non passa giorno che non si senta parlare di casi come questi. La gente comincia ad avere paura: per se stessa, ma soprattutto per i giovani, perché escono la sera, frequentano i locali, possono diventare facili prede dei “branchi”. Sono quei giovani intelligenti e generosi che difendono gli amici dagli episodi di bullismo, proteggono e amano le loro ragazze, hanno sentimenti puliti, alti ideali.
Mi viene in mente la povera Pippa Bacca, che pensava di portare in giro per il mondo il sorriso, l’ entusiasmo e la sua fiducia nel prossimo vestita da sposa. Violentata e ammazzata anche lei.
Purtroppo il mondo è pieno di pazzi, incoscienti, persone che non hanno più valori. E’ anche pieno di ragazzi fragili, senza midollo, senza rimorsi, che si fanno scudo del branco per sentirsi forti, invincibili, per provare emozioni forti…a volte persino solo per scacciare la noia. Sembrano essere privi di sentimenti, di compassione.
Situazioni che vedo io stessa a scuola: ragazzi di buona famiglia, che si comportano educatamente in presenza dei genitori, che hanno tutto, e che si trasformano completamente quando sono in gruppo. I loro genitori vengono a parlarci, disorientati. Ci assicurano che a casa non hanno alcun problema e non riescono a capire la loro trasformazione quando si trovano con i coetanei. Ormai fanno la fila per avere un colloquio con la psicologa, mentre sentono che la situazione sta loro sfuggendo di mano.
Anch’io ho paura. Ogni madre oggi ha paura. Già c’è la preoccupazione degli incidenti stradali che  ci fa tremare ogni volta in cui i figli salgono in macchina e adesso si aggiunge anche quella dei pestaggi. Ogni ragazzo picchiato, maltrattato, ferito, ammazzato, ogni ragazza stuprata, umiliata, uccisa, ci tocca come se fosse nostro/a.
Di ogni madre che piange per il proprio figlio ne sentiamo la preoccupazione, la sofferenza, la disperazione,  come se fosse scolpita nella nostra anima.
Andiamo avanti lavorando, scherzando, sorridendo, ma sempre con quella sottile paura, quello “stare all’erta”, quella morsa nel cuore, quel guardare l’orologio o il cellulare: “E’ arrivato? E’ sano e salvo? Sta bene?’”
Non si salvano neppure i genitori con figli piccoli. Basta lasciarli soli un attimo e scompaiono. Quanti sono i bambini scomparsi in Italia? Migliaia! Accattonaggio, donazione d’organi, prostituzione infantile, pedofilia…Mi si accappona la pelle al solo pensiero della loro possibile fine!  
Mai come oggi il mestiere di genitore è stato così difficile!

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martedì, aprile 29, 2008 ore 15:17
L’onda della vita
 
Una lavora tutta la settimana riuscendo a malapena ad uscire due ore il 25 aprile, continua a darsi da fare in casa il sabato sperando di avere la giornata libera almeno la domenica per svagarsi un po’, e poi che succede? Si sveglia il mattino della domenica con una tremenda emicrania e si ritrova sdraiata sul divano per tutto il giorno, senza poter dormire, a girarsi e rigirarsi senza mai trovare una posizione che le dia almeno un po’ di sollievo, mentre sente i vicini di casa che ridono e scherzano in giardino, il marito e il figlio che escono insieme per fare un po’ di sport, il gatto che fa le fusa beato con la pancia piena…Che domenica ragazzi!
La cosa che mi fa più rabbia è dover sprecare così tanto tempo a far niente e proprio di domenica. Giusto in tempo per rimettermi per il lunedì e non perdermi neanche un minuto delle cinque ore del mattino e delle quattro del pomeriggio al corso di aggiornamento, con finale a casa per i lavori domestici arretrati. E oggi altrettanto lavoro…insegnare, lavare, stirare, pulire, curare gli ammalati di casa…dovrò pure cominciare ad impaginare il giornalino dei ragazzi e correggere degli esercizi… Bah! Speriamo che questo fine settimana vada un po’ meglio!
Mi consolo dedicandomi e dedicandoVi una nuova poesia della mia collega-poetessa Elena Bartone.
Buona settimana a tutti e buon primo maggio!
 
L’ONDA DELLA VITA
onda vita
 
Quando il silenzio si fa cupola d’argento
in un mare di dubbi e di incertezze
e la sera torna
a ristorare
equiseti e aquiloni
dimentiche del giorno
tace la mia poesia.
 
Si solleva tra i palmizi
polvere di vita
per effondere nell’aria muta
bagliori del passato
striscianti tra enigmi,
stupori, domande inquietanti
 
L’animo si contorce e si aggroviglia
nei fili del pensiero
laddove il ricordo di lontane
primavere si tramuta
in scampanellii di malinconia.
 
Così torno a cantare
se allungo la mano
alle frange del futuro
e mi abbandono all’onda della vita.

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sabato, aprile 26, 2008 ore 00:19
Libro o computer?
 
Nonostante la mia nuova passione per l’informatica, mi sono resa conto che il mio vecchio amore per i libri è rimasto immutato…il primo amore non si scorda mai!
Fin da bambina ho sempre amato molto la lettura, divorando libri su libri prima ancora di cominciare le elementari; ogni volta volevo arrivare al più presto alla fine per conoscere tutti i dettagli della storia e ogni momento e luogo erano validi, pur di riuscire allo scopo: leggevo in bagno, a letto, persino mentre mangiavo, appoggiando il libro su una bottiglia…
Ovviamente, sceglievo sempre accuratamente il libro leggendone la prefazione e la trama, per essere sicura che si trattasse di una storia avvincente e coinvolgente.
Un po’ meno rapida poteva essere la lettura dei testi proposti dagli insegnanti, soprattutto quando si trattava dei classici “mattoni scolastici”, ma riuscivo comunque a terminarli abbastanza facilmente, data anche la velocità di lettura che avevo acquisito negli anni.
Un’altra mia particolarità è sempre stata quella di leggere velocemente e tutto d’un fiato il libro, per poi rileggere con calma, anche più di una volta, le parti che più mi erano piaciute.
In questi ultimi anni, presa  da mille impegni, ho avuto poco tempo per dedicarmi ai libri e avevo quasi dimenticato l’effetto che essi hanno sempre avuto su di me.
 
Qualche giorno fa una mia amica mi ha parlato con entusiasmo di un romanzo che aveva appena terminato e che è il seguito di “Chocolat” di Johanne Harris, libro che ho già letto e molto apprezzato. Lei mi ha così prestato il secondo, denominato “Le scarpette rosse”. Si tratta di una storia ricca di suspense ed atmosfera, dove personaggi inquietanti ed oscuri segreti danno vita ad un mondo pieno di vita, emozioni e magie, teatro dell’eterno scontro tra il bene e il male.
Ebbene, eccomi nuovamente alle prese con il libro che mi seguiva ovunque e in tre giorni ho divorato le sue 490 pagine, proprio come ai vecchi tempi.
Il computer è rimasto inattivo, ma non del tutto abbandonato….inaspettatamente è spuntato in casa un nuovo appassionato di informatica  che ha preso posto sulla mia sedia…
pallino al pc