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martedì, novembre 17, 2009
CORRONO I GIORNI…
Corrono i giorni in fretta. La mattina ci sono le lezioni, il pomeriggio prosegue tra i corsi di aggiornamento, i consigli di classe e le prove per il saggio di Natale. Nei momenti di pausa, oltre alle solite attività casalinghe, faccio “la badante”, come già ben sapete, passeggiando avanti e indietro sulla strada e correndo dietro a mia madre ogni volta che si muove, per impedirle di combinare guai. Quando piove o fa molto freddo si trattiene in casa un po’ di più ma, quando le giornate sono calde e soleggiate come quella di oggi, non fa altro che entrare ed uscire, girovagando per il giardino o tentando ripetutamente di accedere alla strada. Oggi mi veniva quasi da ridere vedendo mamma che camminava davanti, io che la seguivo come un’ombra e il gatto che veniva dietro a me, con la sua coda dritta e lo sguardo carico di aspettativa. ( lui sa che in garage c’è un sacchetto pieno di crocchette per lui…)
La vicina di casa guardava dal balcone quella strana fila indiana e sorrideva anche lei…Meno male che abbiamo solo un gatto. Se ne avessimo quattordici come un’altra famiglia che vive accanto a noi, potremmo fare il trenino!
A scuola ci hanno installato una lavagna multimediale. Dal momento che non abbiamo più aule vuote disponibili, è stata sistemata in una classe. Dato che quei ragazzi non sono alunni miei, di fatto non potrò usarla, ma dovrò imparare lo stesso il suo funzionamento, visto che sono la responsabile del settore informatico. Così, giovedì pomeriggio, dovrò cominciare un corso di aggiornamento, sperando di non dimenticare tutto prima ancora di potermi avvicinare allo “strumento”.
Sono le caratteristiche del mondo scolastico di oggi: da una parte le innovazioni altamente tecnologiche e le sperimentazioni,( poche) dall’altra le classi che letteralmente “scoppiano”, incapaci di contenere fisicamente le classi troppo numerose, i muri scrostati, i soffitti cadenti ( noi abbiamo un intero piano dichiarato inagibile, con i lavori in corso “fermi” in attesa di sovvenzioni per terminarli), i banchi e le sedie sbrecciati…
Si fa quel che si può, con una buona dose di impegno, un po’ di volontariato e la voglia di credere in ciò che si costruisce, giorno dopo giorno.
E, intanto, si cominciano a sognare le vacanze di Natale….
creato da: KatherineM alle ore 17:10

lunedì, novembre 09, 2009
COMPLEANNO
Ieri è stato il compleanno di mia madre.
Purtroppo non abbiamo potuto festeggiarlo perché non ricorda più il significato della parola “compleanno” e nemmeno quanti anni abbia, però si direbbe proprio che il regalo lo abbia fatto lei a noi. Forse complice il tempo freddo e piovoso, non ha mai chiesto di andare sulla strada ( come fa di solito, almeno una dozzina di volte) ed è stata tranquilla e serena tutto il giorno, permettendoci di svolgere le nostre attività senza alcuna interruzione.
Grazie mamma, e auguri di cuore, anche se ormai non potrò dirtelo più!
creato da: KatherineM alle ore 15:16

domenica, novembre 01, 2009
Sono qui…
Oggi è la festa di Ognissanti ma, per la prima volta, l’ho trascorsa in modo diverso da quella che, per me, era diventata ormai una tradizione. Per molti anni infatti mi ero recata a far visita ai cimiteri insieme al marito e, successivamente, al figlio. Prima c’erano solo i nonni, poi sono arrivati gli zii, in seguito i miei suoceri ma, da quest’anno, c’è anche mio padre, che occhieggia sorridente e birichino dalla fotografia posta sulla fredda lastra di marmo della tomba di famiglia.
Per la prima volta abbiamo anche dovuto stabilire dei turni, perché sarebbe stato impossibile uscire di casa tutti e tre lasciando sola mia madre, così sono andata a trovare papà soltanto con mio figlio.
Ci sono momenti in cui mi sembra impossibile che papà non ci sia più e ci sono momenti in cui sento di avere un gran bisogno dei suoi consigli, della sua saggezza, del suo infinito amore.
Per fortuna, da quando è mancato, ho sempre avuto così tanto da fare che quasi non ho avuto il tempo di rendermi conto della situazione, anche se non passa giorno senza che pensi a lui, almeno una volta.
Gli amici, sia reali che virtuali, si lamentano della mia assenza. Mi chiedono come mai sia così “latitante”, come mai non scriva, non esca, non telefoni…Eppure non sono mai stata così presente come adesso, ma ho praticamente “un piede dappertutto”, un po’ qua, un po’ là…devo distribuirmi “ a pizzichi”, per riuscire a fare tutto.
Mia madre è regredita al livello di una bimba di due anni e, come tutti i bimbi, ha un’energia da stancare un elefante. E’ curiosa, tocca tutto, mette le mani dappertutto, ( compresi i cibi che stanno cuocendo nelle pentole o sul ferro da stiro rovente…)sposta gli oggetti, obbligandomi a fare vere e proprie cacce al tesoro per ritrovarli. Nonostante abbia dimenticato ogni cosa, compreso il significato della maggior parte delle parole, continua ad essere ossessionata dalla strada, e mi tocca accompagnarla a spasso molte volte al giorno, se non voglio che mi rompa la serratura a forza di trafficarci intorno con ogni sorta di oggetti. Ci sono giorni in cui è più tranquilla, ( pochi) ma altri in cui mi costringe a passeggiate continue: arrivo da scuola e cominciamo il primo giro, prima ancora di pranzare, poi ne facciamo un altro tra una portata e l’altra, poi un altro dopo aver sparecchiato, un altro ancora dopo aver sistemato i piatti nella lavastoviglie, poi dopo aver spazzato per terra, un altro dopo aver steso i panni ecc…Insomma, mentre svolgo le attività casalinghe quotidiane devo interrompermi almeno una decina di volte e il lavoro non va avanti. Lo stesso succede se inizio a scrivere al computer o se cerco di fare qualcosa al piano superiore…un lavoretto e una corsa al piano sottostante per vedere cosa combina, un altro lavoretto e un’altra corsa giù per le scale… Su e giù ogni cinque minuti.
Mi vengono in mente le parole di mio padre: “Se non sono ancora impazzito è proprio perché non è destino che succeda!” E penso che anch’io potrei perdere il senno, andando avanti di questo passo.
Con tutte queste interruzioni, restano comunque tante attività da svolgere anche per la scuola: il sito web da aggiornare, i blog dei ragazzi da controllare, le programmazioni da preparare, i brani dello spettacolo di Natale da studiare e organizzare, i consigli di classe, i collegi docenti, lo staff di presidenza, i corsi di aggiornamento cui prendere parte, gli amici che non riescono a risolvere i problemi con pc e chiedono il mio aiuto…Insomma, sicuramente non ho mai il tempo di annoiarmi!
Questa settimana ho avuto anche un gran mal di testa che mi ha perseguitata ben per tre giorni consecutivi, obbligandomi ogni sera ad andare a dormire alle 20, stremata dal dolore e dalla stanchezza.
Non parliamo poi di Facebook! Ho dato un’occhiata poco fa scoprendo di avere ben 112 richieste inevase con inviti di ogni genere: dovrei crearmi un acquario, un caffè, ricambiare visite varie alle fattorie dei “vicini virtuali”…E che dire della mia fattoria: le mucche muggiscono senza tregua, capre, oche, conigli, cavalli, chiedono a gran voce di essere accuditi, il grano vuole essere tagliato, i frutti raccolti…E ci sono pure gli elefanti: come possano esserci elefanti in una fattoria non l’ho mai capito, ma evidentemente in quelle virtuali si può. Insomma, solo al pensarci mi sento male. Le richieste aumentano, tutti si lamentano della mia latitanza e a me verrebbe voglia di fuggire lontano, su un’isola deserta, dove non esistano nient’altro che sole, mare e tranquillità.

Ecco…questa è la situazione. Non mi sono dimenticata di voi, non mi sono allontanata di proposito, non ho smesso di scrivere su questo blog o di rispondere alle mail…semplicemente non sono ancora stata in grado di fare tutto.
Ma sono qui…ci sono ancora…
creato da: KatherineM alle ore 23:02

sabato, ottobre 17, 2009
YAVANNA
Non avevo mai visto la trasmissione X-factor. Ne avevo sentito parlare ma, per un motivo o per l’altro, non mi era mai venuto in mente di guardarla, anche perché, a dire il vero, ultimamente mi addormento spesso quando vedo la tv e quindi, per non crollare sul divano come una pera cotta, finisco sempre col fare altro. Quest’anno però ho scoperto che vi partecipano tre sorelle tra le quali una è anche stata una mia alunna per i tre anni della scuola media. Come non fare il tifo per lei?
Come se non bastasse, avevo conosciuto il loro papà quando eravamo entrambi ragazzi. Ricordo che avevo 18 anni e lui 24 ed era venuto a casa mia con un suo gruppo di musicisti. Lui suonava il flauto traverso e il saxofono, un altro la chitarra e un altro ancora la batteria. Avevano portato tutto l’armamentario e avevamo provato alcuni pezzi insieme, facendo tremare praticamente tutta la casa. Non vi dico come vibravano i vetri delle finestre sotto i colpi della batteria!I miei genitori però non erano affatto contenti che mi mettessi ad andare in giro con un gruppo di maschietti, tutti più grandi di me, inoltre era il periodo in cui studiavo per l’ottavo anno di pianoforte ed ero abbastanza impegnata, per cui la mia carriera come pianista di un gruppo era finita quasi subito. Non avevo però dimenticato “Franchino”, perché in lui avevo riconosciuto la “stoffa” del bravo musicista, che avevo ritrovato poi nella figlia minore Anita, bravissima violinista già ai tempi delle medie.
Devo dire che, nella mia carriera, ho avuto veramente tanti ragazzi che, in un modo o nell’altro, hanno poi fatto una buona carriera come musicisti o cantanti. Molti, già da piccoli rapiti dal sacro fuoco dell’arte, studiavano poco le altre materie e questo a certi insegnanti proprio non andava giù. Ricordo come, a volte, alcuni di essi tornassero dopo le medie proponendo i loro concerti a favore dei nostri alunni e come alcune colleghe li osteggiassero, dicendo che era “diseducativo” farli applaudire dai nostri ragazzini quando, ai loro tempi, tutti sapevano quanto fossero “asinelli”. Insomma, uno che non studia la matematica o che è stato promosso per il rotto della cuffia non merita di essere applaudito quando canta o suona. E’’ diseducativo perché fa capire agli altri ragazzi che, anche chi non va bene a scuola, può diventare qualcuno nella vita. E’ un discorso che non ho mai capito e tantomeno condiviso. Eppure ho dovuto combattere spesso contro simili pregiudizi per difendere i sogni e le aspirazioni dei miei ex alunni… Magari non si impegnavano nella matematica, ma nella musica ci mettevano tutta l’anima e le loro energie e allora perché non applaudirli e perchè, soprattutto, non ascoltarli?Ci sono tanti giovani che non hanno sogni, ne’ ideali, che passano il tempo ad annoiarsi, a fare i bulli per far passare il tempo, perché non apprezzare invece chi si è buttato a capofitto in un sogno impegnandosi con tutta la passione dei suoi giovani anni?
Per fortuna i tempi stanno cambiando. E ora ci sono le Yavanna, che si stanno facendo apprezzare anche su RAI2. Non sono solo bravissime cantanti. Anita è violinista, Virginia pianista e Letizia ballerina.
Non posso che augurare loro un grandissimo: “IN BOCCA AL LUPO!”
E un abbraccio particolare va alla “piccola” Anita, la mia ex alunna della terza B.
creato da: KatherineM alle ore 23:27

sabato, ottobre 10, 2009
OGNI CAMPANA HA IL SUO SUONO…

Mi sta capitando, mio malgrado, di assistere a beghe tra persone che conosco e di cui sono amica. Non è affatto facile riuscire a mantenere la neutralità in quanto gli uni cercano di tirarmi da una parte e gli altri dall’altra, convincendomi sulla validità delle loro motivazioni. Il fatto poi che entrambe le parti in causa si siano sempre comportate correttamente e molto amichevolmente nei miei confronti, implica che io non possa avere nessun motivo per cui sentirmi più disponibile verso l’una o verso l’altra e, oserei dire, anche un tantino seccata nel sentirmi quasi costretta a fare una scelta in un senso o nell’altro, perché ciascuno vorrebbe che venisse data per buona solo la SUA motivazione.
Ho provato a “versar acqua sul fuoco”, a cercare di mediare, far ragionare, ma non c’è stato niente da fare, anzi, la situazione è sempre più accesa. E’ anche difficile starne alla larga in quanto, per un motivo o per l’altro, si viene a contatto praticamente tutti i giorni.
Devo prendere atto che le azioni degli esseri umani possono effettivamente sempre essere viste da due angolazioni diametralmente opposte e che chi ci vuole male troverà, in ogni caso, qualcosa di negativo nel nostro comportamento, mentre chi ci vuole bene sarà portato a cercare il lato positivo in ogni cosa. Possiamo mettercela tutta, avere le migliori intenzioni di questo mondo, ma chi proprio non ci sopporta troverà sicuramente qualcosa da ridire.
In questi momenti sento molto la mancanza di mio padre che, con la sua saggezza, sicuramente avrebbe qualche buon consiglio da dare per rendere la situazione meno spiacevole. A questo proposito mi viene in mente un racconto che citava spesso e che gli era stato di esempio nella vita.
Era successo, quando ero piccolina e stavo cambiando i denti da latte, che mia madre mi avesse condotta dal medico, molto preoccupata perché i primi nuovi denti spuntavano parecchio storti e gli avesse chiesto se seguire i consigli di amici e parenti che la invitavano a farmi mettere urgentemente un apparecchio ortodontico.
Il medico le aveva suggerito di aspettare che li cambiassi tutti, in modo da vedere la situazione finale, ma le aveva anche detto di decidere autonomamente sul da farsi, magari informandosi presso un dentista qualificato, senza lasciarsi influenzare da terze persone, per di più non competenti.
“Signora, “_le aveva detto _“conosce la storia della famiglia e dell’asino? Se ne ricordi sempre, ogni volta in cui dovrà decidere se seguire o meno ciò che le suggeriscono gli altri”
Le aveva così raccontato la storia che segue e che da allora mai più era stata dimenticata.
“C'era una volta una coppia con un figlio di 12 anni e un asino. Decisero di viaggiare, di lavorare e di conoscere il mondo. Così partirono tutti e tre con il loro asino.
Arrivati nel primo paese, la gente commentava: "Guardate quel ragazzo quanto è maleducato... lui sull'asino e i poveri genitori, già anziani, che lo tirano". Allora la moglie disse a suo marito: "Non permettiamo che la gente parli male di nostro figlio." Il marito lo fece scendere e salì sull'asino.
Arrivati al secondo paese, la gente mormorava: "Guardate che svergognato quel tipo... lascia che il ragazzo e la povera moglie tirino l'asino, mentre lui vi sta comodamente in groppa." Allora, presero la decisione di far salire la moglie, mentre padre e figlio tenevano le redini per tirare l'asino.
Arrivati al terzo paese, la gente commentava: "Povero uomo! Dopo aver lavorato tutto il giorno, lascia che la moglie salga sull'asino; e povero figlio, chissà cosa gli spetta, con una madre del genere!" Allora si misero d'accordo e decisero di sedersi tutti e tre sull'asino per cominciare nuovamente il pellegrinaggio.
Arrivati al paese successivo, ascoltarono cosa diceva la gente del paese: "Sono delle bestie, più bestie dell'asino che li porta: gli spaccheranno la schiena!". Alla fine, decisero di scendere tutti e camminare insieme all'asino.
Ma, passando per il paese seguente, non potevano credere a ciò che le voci dicevano ridendo: "Guarda quei tre idioti; camminano, anche se hanno un asino che potrebbe portarli!
Conclusione: potrà sempre capitare che qualcuno proprio non possa accettarti come sei e trovi da ridire su qualsiasi cosa tu faccia, nonostante la tua buona volontà per venirgli incontro.
Quindi: vivi come credi, purchè in pace con la tua coscienza.
Fai cosa ti dice il cuore... una vita è un'opera di teatro che non ha prove iniziali.
Canta, ridi, balla, ama... vivi intensamente ogni momento della tua vita... prima che cali il sipario e l'opera finisca senza applausi”.
creato da: KatherineM alle ore 18:04

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